Sulla pigrizia e sulle tempeste...

Publié le par Raffaella

Ci si abitua alla tranquillità, magari sempre un po' frenetica, con tanti giri di giostra e tante cose da fare, ma in buona sostanza potresti quasi azzardarti a dire che tutto va bene.

Ci si impigrisce anche un po', anzi molto, su questi giorni tutti uguali, senza scosse, e si lascia che scorrano via fidando che resteranno esattamente così... poi, come nelle migliori tradizioni letterarie, arriva la tempesta, che come ogni tempesta che si rispetti arriva con il buio, col favore delle tenebre.

Si trattiene il respiro, per mille motivi o anche solo per due, si può solo pregare che passi, con un terrore nel cuore che riporta alla mente giorni di dolore eterni e una ferita che non si chiuderà mai.

Quanto si può stare senza respirare? quanto si resiste a non saltare in aria ogni volta che un telefono squilla? quando passerà la tempesta? 

 

Publié dans Me

Commenter cet article

Dora 19/10/2011 17:43



Si impara a convivere con tutto, anche col terrore. E' brutto perchè anestetizza, ed è bello perchè anestetizza. Forse non è giusto e non è nemmeno abbastanza, ma bisogna farselo piacere e
bastare. Non è consolante, lo so.


Dora 



pat54 16/10/2011 21:53



un abbraccio..........forte forte...........


in tutti i cicloni c'è sempre "l'occhio" con la sua calma quasi irreale...


e il ciclone vita non ne è da meno....


pat