Dieci anni ed un solo secondo

Publié le par Raffaella

Erano dei giorni che mi sentivo strana... quella sensazione che qualcosa non va, che non ti alzeresti nemmeno dal letto se non fosse per le figlie, per il lavoro... che sei sottosopra, che tutto quello che dovrebbe renderti felice, che normalmente ti renderebbe felice, non ti fa fare che un mezzo sorriso. Il perchè era lì, evidente come il sole d'agosto, ma non lo volevo vedere perchè faceva male... è per l'appuntamento che avrò stasera, un appuntamento con una chiesa, una messa ed un dolore che non passerà mai.

Oggi sono dieci anni che non ci sei più... chiudo gli occhi e non è passato nemmeno un istante, li chiudo e sono nel corridoio lungo dell'ospedale, le luci soffuse del turno di notte già iniziato, e il volto di Gabri che dice già tutto prima ancora di parlare... gli occhi sono lo specchio dell'anima, dei pensieri, e i suoi occhi sono solo dolore e niente altro... fatti forza, non crollare, pensa a mamma, fatti forza, se n'è andato, come se n'è andato?

La morte arriva e coglie sempre impreparati, anche quando impreparati non si è... quante volte ti avevo già detto addio in quegli ultimi quattro mesi? tante, senza parlare, senza parole, perchè non eravamo pronti nè tu nè io, quante volte ti avevo detto addio negli ultimi quattro giorni? ogni momento, anche quando mi allontanavo solo per prendere dell'acqua o a telefonare, per paura di non ritrovarti lì al mio ritorno. Lo sapevo, ma non volevo sapere; oggi, dieci anni fa, è accaduto...

Quando il cuore si è rotto ho pensato "ecco, muoio", invece poi è arrivato un respiro, poi un altro, poi un altro ancora, "no, non muoio" e forse è peggio, perchè fa un male che non ho sentito mai, e che non passa nemmeno se urlo forte in silenzio, nemmeno se chiudo gli occhi e dico "ora li riapro ed è solo un brutto incubo", non passa più...

Ho pianto tanto, da quel 26 febbraio di dieci anni fa, ho pianto per l'addio che non ti ho potuto dare, ho pianto per tutte le cose non ci siamo detti, per il futuro strappato, per un altare che avresti mancato, per un  balcone sul mare che non ci sarebbe stato mai più, per le vite che non avresti visto nascere.

Ricordo una frase di Guimaraes Rosa: "Le persone non muoiono, restano incantate"... forse è così, non sei morto, sei rimasto incantato, ed allora si spiega perchè sono dieci anni ed un solo secondo, dieci anni e dieci secoli, dieci anni ma sei qui, se ogni volta che ho un'idea bizzarra te ne parlo, se corro a raccontarti che "facciamo" la stellina e gambe dorso senza più braccioli, se chiudo gli occhi e siamo elegantissimi, io in bianco e tu con una rosa e il mughetto all'occhiello che mi dici che è una giornata stupenda e che arriveremo in tempo alla chiesa, se chiudo gli occhi e sei in un letto d'ospedale, e mi stringi forte la mano e mi fai una domanda e mi chiedi una promessa.

"Le persone non muoiono, restano incantate"... deve essere così, se parlo di te con le bambine, e di te loro conoscono il sorriso pur non avendolo mai visto, sanno che ti piaceva il mare e che mi hai tenuta per mano quando ero bambina, alla prima analisi del sangue, ai miei primi punti alle ginocchia; sanno di quando mi sgridavi, padre burbero e divertente insieme, di quando io e zia Gabri ti svegliavamo dopo pochi minuti di sonno per vedere se era passato Babbo Natale e non ti arrabbiavi mai, di quando costruivi il veliero, di quando lavoravi al computer, di che persona speciale tu fossi e che mente straordinaria tu avessi... deve essere così, perchè sono dieci anni ed un solo secondo, perchè non ci sei, ma sei qui sempre, nei miei pensieri e nel mio, nel nostro cuore.

Un giorno, magari, smetterà di fare così male... non ero lì, non ho mantenuto la promessa... due rimpianti, un dolore che non avranno mai fine, così come l'amore e il ricordo: forse è questo che voleva dire Guimaraes Rosa quando diceva che si resta incantati.

Ti voglio bene papà, te ne vorrò sempre...

Publié dans Me

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barbara 05/03/2009 12:09

mio fratello ha scritto un libro, l'ultima frase è proprioquella

flavia 01/03/2007 19:32

quanto ho pianto leggendo queste righe,righe che sono scritte a fuoco nel mio cuore e che leggo ogni giorno xchè sono le stesse scritte da me milioni di volte nelle lacrime in una foto in un sussurro in una vita che stà arrivando e che lui nn potrà mai vedere,solo un padre può essere così speciale e solo così grande può essere il dolore che lascia è inevitabile come l'amore che entrambe abbiamo provato e ogni giorno  proviamo...ciao e grazie Flavia

romina 27/02/2007 17:49

un abbraccio stretto stretto, sperando che ti arrivi tutto il mio affetto...

FÚ 27/02/2007 17:40

Ti sono vicina Raffaella, ma... non pensare che ti stia scrivendo un'idiozia... ma invidio un poco le tue parole....
... perchè ho perso il mio papà quando avevo 8 anni, e i miei ricordi ... sono pochissimi, ma me li tengo tutti stretti al mio cuore.
Un abbraccio, anche se in ritardo...

Gabry 27/02/2007 14:34

febbraio è un mese corto e amaro...queste parole risuonano ancora nella mia mente ...e domenica mentre andavo a portargli dei fiori mi sembrava di rivedermelo lì che guardava il mare all\\\'orizzonte e diceva che poteva essere un buon posto anche per lui....perchè così sarebbe stato vicino ai suoi genitori in un luogo tra il mare e il lago. Anch\\\'io ho ripensato a tutte le cose che non gli ho mai detto...gli ho mai detto che gli voglio bene?? Forse no....non lo ricordo....ora non passa giorno che non glielo dica....varrà lo stesso?