Non lo so come mi sento...

Publié le par Raffaella

Oggi non lo so come mi sento... so che ci sono molte cose che vorrei farvi vedere, cose che ho finito di ricamare, che ho incorniciato o rifinito, cose che ho acquistato... so che questo spazio l'ho voluto e pensato pieno di allegria, colori e crocette, e possibilmente di pensieri gioiosi, ma oggi non sono così, da ieri sera non mi sento più gioiosa...  

Da ieri sera due bambini non hanno più il loro padre ed una donna il compagno di una vita per colpa di un pallone (?), e non so perchè ma non riesco a pensare ad altro. Un uomo saluta la sua famiglia dicendo "ci vediamo più tardi" e poi non torna più... nessuno spazio per un abbraccio, per un addio... succede tutti i giorni, ma quando succede per un pallone, per delle bestie che nel "branco" spengono neuroni e disattivano sinapsi, allora fa più male.

Giorni fa vi ho svelato 5 cose di me... se ve ne avessi svelata una sesta vi avrei raccontato di quando andavo allo stadio: 17 anni io, 13 mia sorella, abbonamento Curva Sud. Ebbene sì, è esistito un tempo in cui due adolescenti potevano prendere un treno ed una metro e andare allo stadio senza rischiare la propria vita; uno zainetto con un panino, soldi lo stretto necessario per prendere l'acqua dentro lo stadio, una sciarpa. Per due anni di fila, una domenica sì e una no, partivamo alla volta dello stadio; una sola eccezione, senza alcuna possibilità di trattative, imposta da mio padre: mai il derby. Lui sosteneva, giustamente, che il pericolo dentro lo stadio è (era) quasi assente, mentre il rischio era nelle vicinanze, prima e dopo la partita, e questo rischio si estendeva ad ogni parte della città quando c'era il derby.

Pericoli veri non ne avevamo mai corsi, pur essendo incappate nostro malgrado in un paio di cariche di celerini che cercavano di sedare qualche esagitato... un giorno però abbiamo capito che i bei tempi erano finiti, ed è caduta anche l'ultima delle nostre illusioni di ragazzine appassionate: la nostra tifoseria non era quella "pulita", immune da hooligans sconsiderati. La nostra ultima partita allo stadio fu una di coppa Uefa, finita male per la nostra squadra e peggio per i tifosi dei nostri avversari, rincorsi e braccati nelle vie che costeggiano l'Olimpico da quelli che pensavamo essere "bravi ragazzi".

Ma che ci fanno bravi ragazzi con coltelli e spranghe? come fanno i bravi ragazzi a colpire 10 contro uno? Non eravamo noi quelli leali e onesti? No, evidentemente no... l'abbonamento non fu più rinnovato, i biglietti mai più acquistati... col tempo abbiamo capito che avevamo solo anticipato l'inevitabile visto che gli stadi sono diventati terreno per gli scontri di opposte fazioni e nulla più li lega al passato di "templi dello sport".

Ecco perchè mi sento tradita due volte, e sono triste, e furiosa allo stesso tempo: perchè non è più possibile portare i propri figli a vedere una partita di calcio nemmeno più di dilettanti o bambini, senza il rischio di ritrovarsi in mezzo a una rissa, perchè per anni è stato permesso a degli animali di distruggere, devastare, rubare, e uccidere impunemente, perchè un uomo la scorsa settimana è morto per aver tentato di calmare gli animi durante una partita, e un altro ieri sera è stato ucciso mentre faceva il suo dovere.

Nonostante il mio passato da tifosa e il mio presente di appassionata di calcio, sono felice che abbiano sospeso questo schifo... ma nulla riesce a distogliere il mio pensiero da quei due bambini che non abbracceranno mai più il loro padre, e per cosa?

Monday edit: as I always do when I write in a rush, I forgot to put my english translation for my webfriends. I know that maybe it was harder than usual to translate this, because it was full of feelings and the words came out as they felt like it. But you're translator Tracy was good enough to get the point of it all: last friday, during a football match in Catania, a policeman has been killed during riots. He was only 38, he had a wife and two children. I was shocked, sad, and angry... I felt this way because I love football (soccer), or at least I used to love it; when I was younger I used to go to the stadium all the time my football team played home... then I had to stop, because it was getting more and more dangerous, 'cause of people who use football to get the right to destroy and kill. I was disgusted, and I gave up. Today the league decided to stop the championship till they will not find the way to stop this people, that so far got captured and stay at prisons no longer then few weeks. I'm glad about it, I hope they'll find this way, but I really can't stop thinking about those two kids who told their father "see you later" and won't see him anymore... :-((

 

J'ai ecrit mon article et, comme il m'arrive tres souvent, j'ai oubliè le traductions pour mes copines francophone... il s'agit d'un article tres triste, a cause du deces d'un agent de police que etait tuè pendant les troubles eclatèes pour un match de football. C'est terrible: cet homme etait mariè avec deux enfants... c'est ne pas possible, c'est ne pas just pour une femme et ses fis de perdre mari et pere, et pour quoi? j'aime le football, mas il y a tres long temps que je ne vai plus voir un match, parce que il deviene toujour plus dangereux d'aller... la ligue italienne de football à fermè le championat jusqu'a le government trouve le moyen de fermer les violents (maintenant, meme se ils sont pris pendant les troubles, ils restont en prison que quelques semaines). Je continue a penser a deux enfants que ont perdu leur pere... et je suis triste.

 

 

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Tracy (IaGal) 04/02/2007 23:07

I did my best to translate and I believe I understand most of what you are feeling. It's scary how many times anger and frustration can overcome common sense and turn to violence. I pray for those children who have lost fathers, mothers and others they have loved in this senseless way. *hugs*
The only way I can go on is to believe that are more kind, loving souls out there like yourself who will take them into your prayers and work to make the world a bit better. *hug*

Stefania 04/02/2007 10:53

Oggi un padre e marito. 22 anni fa un figlio e fidanzato. Nel corso degli anni, altri padri, mariti, figli, mogli e fidanzati: tutti caduti come fiori spezzati da un vento innaturale, per mano di assassini premeditati e lasciati agire con disinvoltura e supportati, istigati e giustificati dai loro complici. A volte catturati, ma in maniera ignobile e scandalosa, lievemente puniti e rimessi in libertà a sfregio e sberleffo del dolore perenne dei familiari sopravvissuti alla perdita di una persona amata che non rivedranno mai più. 
Le lacrime bruciano come ferri arroventati e trattenute a forza dentro un cervello che scoppia  ogni volta che si vede una immagine o si ascolta un commento che inevitabilmente riporta a nudo una ferita mai  sanata, ad un bacio mai più ricevuto, ad una carezza diventata oramai un sogno.  Gelo. Pietrificazione. Solitudine. Nausea. Moto di rabbia sovraumana. E una domanda: perchè?
 

Gabry 04/02/2007 06:00

Capisco come ti senti Raffa, è la stessa sensazione che provo io di fronte alla violenza gratuita, quella a cui purtroppo assistiamo impotenti praticamente tutti i giorni, ed alla quale non siamo ancora abituati. E' assurdo che un uomo, un padre di famiglia, possa morire così stupidamente per colpa di un pallone, lo stesso pallone che fa girare intorno a sè tanti soldi, troppi. Per questo motivo credo che  questa morte purtroppo non servirà a molto: c'è troppa violenza che deve sfogare (ma da dove arriva poi?) e troppi interessi in gioco (e non è quello pulito del pallone) per i quali fa comodo non vedere quello che sta succedendo dentro e fuori gli stadi.Ti abbraccio forte

Sabrina 03/02/2007 23:56

Carissima Raffa, anch\\\'io mi unisco al tuo sentimento misto tra orrore, rabbia e impotenza.Oggi c\\\'è stata una partita, una bellissima partita, di uno sport molto poco conosciuto ma molto, molto pulito, come il calcio non lo è più da anni. Questo sport si chiama rugby e la partita, che si è svolta allo Stadio Flaminio è stata tra Italia e Francia. l\\\'Italia ha perso, ma i tifosi dell\\\'Italia, hanno salutato i vincitori francesi con un grande applauso e sostenuto la partita con continue bellissime hola, infine hanno salutato l\\\'uomo della giornata, il francese Sebastian Chebal, con grande passione e rispetto. Alla fine di ogni partita o allenamento, nel RUGBY si svolge il terzo tempo, dove tutti, giocatori, allenatori, pubblico di entrambe le squadre, insomma tutti ma proprio tutti, bevono birra e stanno insieme. Nel Rugby nessun genitore dei bambini in campo grida: "Buttalo per terra e spaccagli le gambe", come accade nel calcio...nel Rugby è bandita la violenza. Mio figlio Mirko è centrale di Rugby, ha 7 anni e mezzo e non sarà mai un campione, ma la passione che lo anima, è quanto di più sublime da vedere in un bimbo alto appena un metro e 25.Comunque, se avrai la possibilità, il 17 marzo allo Stadio Flaminio ci sarà Italia-Irlanda, io non ci potrò essere, ma tu che sei di Roma se potrai,  avrai l'occasione di vedere uno sport davvero pulito.Un abbraccio

Tina 03/02/2007 21:45

Io sono rimasta inorridita...ma come si può far questo...come è possibile che accadano tragedie simili per un pallone!! Assurdo...il mondo purtroppo è diventato assurdo......