Come eravamo...

Publié le par Raffaella

Ogni volta che posso do una sbirciatina ai miei siti preferiti, quelli della lista qui accanto: sono tanti piccoli "scrigni delle meraviglie", ricchi di idee, spunti, esempi di creatività manuale e mentale. Oggi mi sono soffermata a leggere i pensieri di Patrizia, e ci ho trovato molto... moltissimo di come ero io, di come era il mio Natale.

Si iniziava l'8 di dicembre, senza deroghe o concessioni anticipatorie... nulla di natalizio si trovava nei  negozi prima di quella data! Ricordo come fosse stato ieri il rito degli scatoloni tirati giù dalla soffitta, il salotto di casa invaso di carte di giornali, lucine aggrovigliate, palline di vetro soffiato, così delicate che a volte si frantumavano tra le dita.

Ricordo il profumo dell'albero, che per lungo tempo è stato un vero abete, con il vaso, la terra e la resina che ti lasciava le mani appiccicose... nonna, la MIA NONNA, sola, vera e unica "bersagliera" adorata, che sedeva sulla sua poltrona e dirigeva le operazioni insieme a papà (anche lui, una volta messe le lucine, si sedeva e si godeva lo spettacolo).

Io e mia sorella avevamo ciascuna la SUA pallina, quella speciale, la preferita che inaugurava le danze... io ce l'ho ancora, è venuta a portare la sua luce, e il calore che le donano tutti i ricordi che ha in sè, nella mia casa. Ricordo che un anno al posto dei fili dorati avevamo fatto delle lunghe catene di popcorn (e quanti ne avevamo mangiati infilandole!!)... era bellissimo.

Finito l'albero si passava al presepe: nella casa vecchia, di quando io ero proprio piccola, papà ne aveva fatto uno straordinario, con le lucine nelle case, il fiumiciattolo di acqua vera, e io restavo incantata ore a guardarlo. C'erano i pastori acquistati, rotti e riaggiustati e ridipinti da mio nonno... alcuni venivano da Napoli, altri erano stati comprati da MAS a Piazza Vittorio (e qui solo i romani-de-Roma over40 potranno capire di cosa parlo...)

Alcune di quelle statuine mi hanno seguito (oddio, sarebbe più onesto dire che le ho rapite) ed oggi le mostro alle mie bambine, cercando di far capire quanto siano senza prezzo quei nasi consunti, le falangi rotte e la vernice un po' sbiadita... come si fa oggi a far capire che c'è stato un tempo in cui le cose rotte non si gettavano via ma si cercava di riaggiustarle, incollarle e farle funzionare di nuovo?

Leggevo le riflessioni di Patrizia sulle Barbie e mi sono ritrovata a sorridere... mia figlia ha avuto in dono da una vicina di casa una Barbie quando non aveva ancora due anni; io gliel'ho consegnata con un paio di anni di ritardo, ma anche così non ricorderà mai quando è stato.

Io invece no, lo ricordo benissimo; avevo 6 anni, mio padre mi accompagnò a fare le analisi del sangue e mi promise che se non avessi pianto avrei avuto la mia agognatissima bambola dei sogni. Strinsi i denti e non uscì nemmeno un lamento; usciti dal laboratorio d'analisi ci fermammo al negozio di giocattoli e me la comprò! Mi sembrava meravigliosa, anche se aveva le gambe dritte e dure come il marmo; i vestiti li cuciva o li faceva a maglia mia nonna, che era una vera maga, credetemi. Avevo l'abito da sera da Barbie più bello del circondario, fatto ai ferri, con delle lane sfumate su tutti i toni del verde - dall'acquamarina al verde bottiglia - ed era uno spettacolo... modello unico, esclusivissimo, no-logo...

che mia nonna fosse una no-global ante-litteram?!  :-)))

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laura 18/12/2006 13:47

grazie mille per questo splendido racconto, anch'io sono tornata indietro nel tempo!!
volevo dirti che anch'io ho ancora la mia prima pallina di Natale, è di plastica azzurra trasparente, con dentro un angioletto incollato sopra un batuffolo di cotone
buon natale
Laura

Tina 17/12/2006 20:35

Quanti ricordi.....io ricordo il giorno in cui ho scoperto che mamma mi comprava i regali...quanto ci ho rimurginato su...
Un abbraccio!!
Tina

joelle 17/12/2006 16:18

bonjour,
je ne parles pas italien, mais ma fille et mon mari  alors ils m'aideront. J'ai la même passion que ti et je viendrais régulièrement visiter ton blog
Joëlle

Tiziana 15/12/2006 20:38

Leggendo ciò che hai scritto,mi hai fatto fare un salto indietro nel tempo. Quanta nostalgia!!!!!  Ricordo un Natale in cui mi regalarono una cucina di latta di colore verde acqua con le tazzine e i piattini rosa di plastica; alcuni anni dopo mi regalarono il libro "Sinhue l'egiziano".E' ancora li insieme agli altri libri.Ogni tanto racconto queste cose ai miei figli che hanno 22 e 18 anni ma non capiscono e mi dicono che sono una matusa.A questa matusa piacerebbe molto poter tornare indietro in quegli splendidi anni.Grazie Raffaella per avermi fatto sognare!!!!!Tiziana
 
 

Miriam 15/12/2006 16:08

Che piacere leggere il tuo post mi sono ritrovata anch'io nella preparazione (un vero e proprio rito) dell'albero di Natale e del Presepio! Che meravigliosi ricordi!
E quanto ho tribolato prima che mi regalassero la mia prima Barbie!!!
Baci
Miriam