...delle donne e di altre storie...

Publié le par Raffaella

Riprendo oggi (sempre con lilla su sfondo rosa) con un ringraziamento a tutte voi che avete lasciato un messaggio, un abbraccio, una risata di solidarietà dopo aver letto il mio ultimo articolo. 
Devo però una breve spiegazione a chi mi ha chiesto cosa fosse accaduto ed è presto detto: nel girovagare sul web, di sito in sito, di blog in blog, mi è capitato di imbattermi in uno molto particolare... mi sono soffermata a leggere alcuni articoli; qualcuno era più interessante, qualcuno meno, come capita con ogni genere di lettura. Da un certo punto in poi, però, sono apparsi articoli sempre più sprezzanti verso il ricamo, in particolare il punto croce, e chi vi si dedica; opinioni legittime ovviamente, fino a che si resti nei limiti del buon gusto e non si oltrepassi quello della denigrazione gratuita e della diffamazione.
Questi limiti, in più di un'occasione, sono stati ampiamente oltrepassati dal proprietario/a del blog, che ha iniziato a definire "donnine" (e non contento/a ha voluto aggiungere "isteriche")  quelle che si interessino di punto croce; le partecipanti a Mostre, Feste o Raduni a tema venivano allegramente inserite nella categoria "adolescenti svenevoli", collaboratrici fino a quel momento definite "valide" venivano guardate con sospetto dal momento in cui osavano tirare fuori ago e tela.
Ho avviato una serie di scambi di opinione con quella che poi ho soprannominato "Personcina" per cercare di capire il perchè di cotanta diffidenza verso delle innocue crocette  e soprattutto di un atteggiamento di fondo che mi sembrava... misogino (e so che è sembrato tale anche a chi non si dedica al ricamo); inizialmente mi è stato risposto che non coglievo l'ironia, che interpretavo per presunzione e via discorrendo. 
Avrei potuto rispondere che erano stati in parecchi a non cogliere l'ironia, mi sono limitata a segnalare che alcune interpretazioni non erano frutto della mia presunzione ma dell'attenta lettura delle parole dello stesso autore del blog... una curiosità comunque muoveva i miei interventi, ovvero: se il ricamo non ti piace, perchè ci sguazzi di continuo? 
E' anche vero che avrei potuto dare retta ai preziosi consigli di due persone che adoravo e che sostenevano che non si può cavar sangue dalle rape... avrei potuto e forse dovuto, ma l'idea che ci sia chi si arroga il diritto di dare delle "donnine" per così poco mi dava l'orticaria. 
Ci sono Donne (volutamente scritto con la maiuscola) che conducono straordinarie ordinarissime esistenze, combattendo con la vita e i suoi effetti collaterali, che si impegnano, studiano, lavorano fuori e dentro casa, che sbattono contro soffitti di cristallo, che corrono cercando di riuscire come madri, come lavoratrici, come mogli, come casalinghe, che devono giustificarsi per ogni debolezza, per ogni cedimento, per ogni momento di tregua che si danno, che devono dare il triplo - sempre - per ottenere un terzo del riconoscimento che si dà ad un uomo, e spesso a sproposito. Ho ripensato ad alcune delle maiuscole Donne che ho avuto la fortuna di conoscere, a qualcuna che non ho mai conosciuto se non nei racconti di mia madre: l'ago lo usava per tessere le reti dei pescatori del molo di Otranto... era vedova, analfabeta, con due figli piccoli da crescere. Quell'ago, quelle tele, oltre che sfamare consentirono ai due figli di studiare e realizzarsi... un ago diverso veniva usato, la sera, non solo per rammendare vestiti lisi dal tempo, ma anche per disegnare ricami sulla tela... la sola idea che una donna così potesse essere definita "donnina" perchè impugnava un ago sarebbe stata più che sufficiente a spingermi a ribattere all'autore del blog; in più, la cara personcina, autoinvitatasi a curiosare in "casa mia", si era permessa anche di discuterne temi e colori... e allora ho un po' perso la "passssssiensa".

Passiamo ad altro, che è meglio. Allora, ci sono diverse foto che sonnecchiano nella digitale e che mi riprometto di mettere on line nei prossimi giorni... oggi chiudo con 7 cose che non sapete di me, visto che sono stata "taggata" da Tina.

1) Da piccola ascoltavo Elvis Presley sui 45 giri dei miei genitori, e andavo pazza per "Jailhouse Rock"
2) la prima audio-cassetta che ho acquistato era "Una donna per amico" di Lucio Battisti
3) il mio primo 33 giri invece è stato "Abacab" dei Genesis
4) non sopporto le maglie con il collo alto
5) non ho mai sciato sulla neve
6) ero bravina invece a sciare sull'acqua
7) dopo aver visto il film "L'Esorcista" non sono riuscita a dormire per una settimana... detesto i film dell'orrore.

Dovrei passare il testimone ora.... ma visto che credo che l'abbiate fatto in parecchie, lo passo a chiunque abbia voglia di farlo, anche rispondendo qui, nei commenti, e inoltre lo passo a Tracy e Laetitia.

It is not easy to give my usual short translation for my English speaking friends... tons of words I wrote 'cause I was upset after reading another blog: several articles against cross stitchers, cross stitching and stitching blogs and forums... women that were called "poor and little" for their mere passion for x stitch. Well, it simply drove me upset; I posted a couple of things on that blog, asking why the h**l was she/he always spending her/his spare time on cross stitch if she disliked it so much, but overall why she/he thought that a woman becomes "poor and little" by using a needle. Not only didn't I get a clear answer, but I was treated as a silly teenager. So my last article was an invitation to stand clear off me and my blog, and today's one was meant to explain what happened to all of the friends who asked me.  Then, I  wrote 7 previously unknown things about me ('cause I was tagged by Tina) and I ask Tracy and anyone who feels like it to do the same on her blog.

j'ai plein de chose à traduire pour mes copines, mas cette foi ça c'est pas facile de tout... j'ai au un mauvaise encontre dans le net, sur un blog ou j'ai trouvè plein des insultes contre le point de croix et toutes les brodeuses ("betes gamines competitives"). Maintenant je comprend mieux porquoi Echevette à dessinè la fiche "Je brode... et vous?"... dans mon derniere article, j'ai invitè l'auteur du blog a se-promener loin de moi et de chez moi!!  Aujourd'hui, il y à 7 petites choses de moi, 7 petites secrets, et je invite Laetitia (et toutes que ont envie de faire pareille) sur son blog. A bien tot.


Publié dans Giramenti

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laetitia 15/06/2007 01:26

ça y est!je t'ai taguée aussi pou la peine ;)

Denise 31/05/2007 11:06

Capito!!! Però invito chiunque a mettersi nelle mie scarpe e poi definirmi donnina :)

Maria 31/05/2007 10:14

anche io dopo aver visto l'esorcista non ho dormito per un bel pò di tempo!!!!per il resto, no comment!!!!!

Antonella 29/05/2007 23:45

Oh... meno male che hai dato una spiegazione al tuo post dell'altro giorno... Sono capitata da te perchè anch'io sono stata taggata (speriamo che non sia una brutta parola...:-) da Tina....E sono rimasta un attimino disorientata da quello che vedevo scritto...A me piace il punto croce... mi piace un sacco! E mi piacciono anche altri svariati hobby femminili (lavorare ai ferri, all'uncinetto, cucire....).Onestamente ho sempre tenuto per me queste mie passioni, proprio perchè avevo paura di essere considerata... non so nemmeno io, come!L'accesso a Internet mi ha aperto un mondo... Ho incontrato tante, davvero tante persone che hanno la mia stessa passione, ed alcune anche molto giovani (io ho passato da poco i 40 anni.)Credevo di avere un hobby da nonnina (con tutto il rispetto per le nonnine) e invece scopro FIOR DI DONNE che vi si dedicano anima e corpo, e con risultati strabilianti... Ringraziando il cielo la rete è piena di immagini di questi capolavori....E se ci sono persone che non vogliono vedere  i nostri blog dedicati al punto croce (o agli hobby definiti 'femminili' in maniera più generale) possono sempre cliccare da qualche altra parte...Ok, basta. Non voglio certo alimentare delle polemiche. Raffa, grazie per lo spazio e buon lavoro! :-)Antonella

Laura 29/05/2007 22:05

Mia nonna vedova di guerra aggiustava le reti dei pescatori per tirare su qualche soldo in più dello stipendio mensile...e alla sera faceva dei lavori a maglia che sembravano lavori in filigrana.