E' così che sto, da giorni. Il tempo che passa, la rapidità con cui quello che
attendi (e che ti sembra lontanissimo) arriva e scappa via mi sconcerta.
Così è, e non riesco a farci nulla.
La sola difesa è questo restare in una specie di letargo apparente, lo sguardo altrove... qualcuno dice "pensoso", altri dicono "preoccupato".
Niente di tutto questo: è che davvero sono altrove, in una dimensione solo mia, dove posso mettere in pausa e riavvolgere il nastro dei giorni che sono passati troppo rapidamente per i miei
gusti.
Dove posso rivedere faccine arrossate e ridanciane che provano canti e movimenti, dove posso vedere quattro occhioni grandi che dimenticano la stanchezza di un intero pomeriggio e si spalancano
di meraviglia... "ohhhhhhhhhhhhhh, guarda, è bellissimo".
Metto in pausa, riavvolgo, e ti guardo, tutta seria e concentrata, perchè non vuoi sbagliare niente, e non c'è verso che io ti convinca che non c'è niente da sbagliare, che andrà tutto bene,
benissimo.
Un visetto dolce e pulito, gli occhi spalancati e belli come il primo giorno che li vidi, il sorriso appena accennato.
Sono lì, siamo lì, per te. Noi, il nonno dei fiori, la nonna dell'ago e quella delle filastrocche, le winx e gli specialisti, la zia con il sorriso e quella senza, gli zii lontani e
quelli incredibilmente in orario.
Cerco di fissare ogni dettaglio, ogni respiro, ogni nota, ogni colore, non voglio perdere nulla; lo sguardo si appanna solo quando l'organo inizia a suonare... sono le nostre note, quelle
che ascoltavi prima ancora di venire al mondo e che ti accompagnano ancora oggi quando ti addormenti.
Riavvolgo, e riavvolgo ancora... il primo mattino insieme, 50 centimetri di cotone rosa e borotalco, occhi - i tuoi - bene aperti a cercare la mia voce e il mio respiro, occhi - i miei -colmi di
lacrime per una gioia che non avevo provato mai; un pomeriggio arancione, palloncini e fiocchi rosa, abbracci e attacchi di panico, nenie e girotondi; e poi ancora grembiulini azzurri e prima
classe, e "bondzùr" e pennarelli colorati e una manina stretta stretta a un'altra manina sconosciuta.
Un soffio... FFFFFFFFFFFFFFFFFFF.... e ora sei qui, e sembri così grande che non mi pare possibile, così grande che non riesco a non pensare a quanto è vicino il momento in cui non sarò più io la
tua "amica-per-sempre", che sarò la fonte di tutti i tuoi guai, che "ti odio, ti odio e ti odio", che non basterà più il bacio con lo schiocco per mandare via il dolore e la
malinconia.
Un soffio.... il solo rimedio che conosco: rewind.
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